Una visita a un cimitero di guerra

Una visita a un cimitero di guerra

 

In un cimitero ogni tomba è una vita, un'esperienza, un'età, una posizione sociale e una provenienza geografica unica, storie molto diverse tra loro. È per questo che le forme di tombe, loculi e cappelle sono così varie.
Nei cimiteri militari invece le tombe sono tutte uguali: ci viene da pensare che i loculi così ordinati siano un po' come le uniformi che questi soldati indossavano: uniformi, per l'appunto, tutte uguali.
Ma ancor più uguale è stato il destino a cui è andato incontro chi riposa in questi luoghi.

Quando si pensa alle vittime di un conflitto, per lo meno a quelle militari, si è soliti pensare ai morti in combattimento. Eppure, oltre a loro, nei cimiteri di guerra riposano anche quei militari morti a seguito di tutti gli altri effetti disastrosi della guerra, come ad esempio malattie ed epidemie.

Il Sacrario Militare Caduti d'Oltre Mare a Bari, il Sacrario Militare di Redipuglia, il Sacrario del Montello a Nervesa della Battaglia sono solo una piccola parte delle eredità dei conflitti del secolo scorso: non tutti i caduti dei conflitti riposano però in questi luoghi.
La scia degli effetti disastrosi della guerra ha lasciato dietro di sè anche dei cimiteri invisibili. Sono le navi e i sommergibili affondati, così come gli aerei militari caduti in mare, che vengono considerati come tombe, e conseguentemente delimitano cimiteri di guerra.

Alcuni cimiteri di guerra sono stati realizzati all’interno di chiese, come la Chiesa di San Rocco a Lendinara (Rovigo), la Chiesa di Vicovaro in provincia di Roma o la Chiesa di San Romualdo a Ravenna. Una citazione va fatta anche per il Cimitero Militare Polacco di Montecassino e il Cimitero di San Michele a Cagliari.

Nonostante la storia vada avanti, nonostante si celebrino anniversari, cinquantenari o centenari, questi luoghi continuano a suscitare sensazioni e interrogativi molto forti in chi li visita.
Tra i silenziosi viali e i cipressi regna una sensazione di pace e di ordine ritrovato, che però è solo frutto di un'illusione.
L'uomo è stato capace di costruire, immaginare e inventare, ma il suo ingegno porta in se i semi della propria distruzione.
E il monito che questi luoghi lasciano alle generazioni di oggi e di domani è proprio questo.

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