Progettare il proprio funerale? Il designer Massimo Vignelli l’ha fatto

Progettare il proprio funerale? Il designer Massimo Vignelli l’ha fatto

 

Voleva vederlo in anticipo, o per lo meno immaginarlo… ed è per questo che Massimo Vignelli, importante designer italiano, ha progettato in ogni dettaglio il suo funerale.

Certo, si tratta di un progetto un po’ insolito e soprattutto molto diverso da quello relativo alla metropolitana di New York, di cui Vignelli ha disegnato la mappa, o all’immagine di alcune delle più importanti aziende internazionali, come Benetton, Ducati e Ford, che il designer ha curato nel corso della sua attività lavorativa.

Questa volta Massimo Vignelli ha davvero stupito, ed ha progettato in ogni minimo dettaglio il suo ultimo saluto.
Beatriz Cifuentes Caballero, sua collaboratrice per oltre 15 anni e vicepresidente del suo studio, ha affermato che “Gli faceva piacere sapere che le sue esequie sarebbero state il suo ultimo regalo agli amici”.

Massimo Vignelli muore nel 2014; il suo funerale viene svolto il 23 luglio, ma solo ultimamente sono stati rivelati tutti i dettagli della cerimonia.

Il primo volere riguardava il luogo della sepoltura: la sua tomba sarebbe stata, ed è, nella chiesa di Saint Peter, a Manhattan, di cui Massimo e la moglie Lella avevano progettato gli interni e gli arredi negli anni ‘70.
Già quarant’anni prima, egli sapeva dove ‘avrebbe fatto un sonnellino per l’eternità’, come era solito dire.

Il suo ultimo saluto doveva essere un momento importante in cui amici e parenti potessero celebrare la sua persona, la sua carriera e la sua vita straordinaria, il tutto accompagnato dalle solenni note della musica di Bach.

Disegnò la sua urna, squadrata, come quella che progettò qualche anno prima per sua madre. Decise la disposizione delle panche in Chiesa e volle che tutti i partecipanti fossero vestiti di nero.

Una curiosità riguarda la grafica delle scritte utilizzate al suo funerale. Egli è famoso per aver sempre impiegato il carattere Helvetica, a cui era molto affezionato. Ma la Chiesa, a suo tempo, fu progettata con l’Optima, perché più adatto all’ambiente.

Ma non fu un problema. Vignelli scelse comunque di riposare per sempre senza il suo adorato Helvetica, per non scombinare il progetto grafico di Saint Peter.

Tuttavia dopo il suo funerale, i suoi collaboratori vollero fargli un ultimo regalo: un’ulteriore urna con una placca scritta in Helvetica.

Diceva spesso che gli sarebbe molto piaciuto esserci per vederlo”, racconta Beatriz Cifuentes Caballero, e, probabilmente, ne sarebbe rimasto molto contento.

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