La sepoltura in mare

La sepoltura in mare

 

Le sepolture militari in mare sono una pratica molto diffusa per i defunti della Marina statunitense: l'inizio di questo rito ha le sue origini con la Seconda Guerra Mondiale, e prevede una cerimonia molto solenne che si svolge su navi dispiegate in mare.
È per questo motivo che i civili non possono prenderne parte: le persone che possono beneficiare di questo rito sono i militari, il personale civile, i pensionati e veterani della Marina, e i loro famigliari.

La cerimonia è suddivisa in due parti, quella militare e quella religiosa.
Durante la cerimonia, la nave viene fermata, e le bandiere vengono issate a mezz’asta.
Sul ponte della nave si raduna l’equipaggio, composto da un plotone di esecuzione, da marinai addetti a sostenere la bara e da un trombettiere: all’inizio della cerimonia si trovano in posizione di riposo e si riuniscono attorno alla bara (o all'urna cineraria), cinta da una bandiera.
La parte religiosa è celebrata in linea con la fede del defunto da un cappellano della Marina, o dal comandante. Durante il rito vengono lette delle scritture e recitate alcune preghiere.

Hanno poi inizio gli onori militari: il plotone si mette sull’attenti, e gli addetti inclinano la piattaforma del supporto dove è posta la bara, affinché scivoli in mare, mantenendo a bordo la bandiera con cui era avvolta. Le ceneri dei defunti che hanno scelto di essere cremati possono essere sparse al vento.

A questo punto il plotone di esecuzione spara un saluto con 3 colpi di fucile, mentre il trombettiere suona "Il Silenzio"; dalla nave vengono lanciate corone di fiori.
Una volta conclusa la cerimonia, i parenti vengono informati sul luogo in cui è avvenuta la sepoltura, e gli vengono consegnate foto e registrazioni.

Nel caso in cui i resti del defunto non vengano ritrovati, la cerimonia diventa un memoriale nel quale i fiori vengono deposti in mare, nel punto approssimativo in cui si pensa sia avvenuta la morte.

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Tradizioni militari