Il funerale secondo il rito Indù

Il funerale secondo il rito Indù

 

I funerali induisti sono parte integrante della cultura indiana, ma possono differenziarsi in base a una serie di fattori, come ad esempio le località geografiche, le tradizioni delle famiglie, e anche lo stato civile del defunto piuttosto che la sua posizione sociale.

In principio, quattromila anni, fa i cadaveri venivano seppelliti nella terra, nelle grotte, o affidati allo scorrere dei fiumi.
Col passare degli anni le cose cominciarono a cambiare.
I corpi dei defunti, infatti, venivano sottoposti al processo della cremazione, la quale si affermò poi come rito principale; gli unici esclusi erano i bambini e i morti per pestilenze.

La cremazione è anche oggi considerata come  l’elemento fondamentale per il passaggio veloce dell’anima a una nuova dimensione: questo passaggio, infatti, viene considerato impossibile fino a quando esiste ancora il vecchio corpo.

I funerali indù si suddividono in quattro momenti principali: il momento in cui la persona è in agonia sul letto di morte, i momenti precedenti alla cremazione, la cremazione stessa ed infine i riti in onore degli antenati.

Quando una persona è in punto di morte, le si pone il viso verso Est e si accende una lanterna accanto a esso. In questi momenti vengono recitati versi sacri per provare a rianimare il proprio caro.
A morte avvenuta, vengono versate sulla bocca del defunto gocce di latte o di acqua del Gange, mentre sulla fronte vengono effettuati dei segni con pasta di sandalo.
Il corpo del defunto deve essere lavato e vestito con abiti tradizionali nuovi. Dopo la commemorazione di parenti e amici, deve essere posto su una barella in legno, ricca di fiori, i quali andranno a coprire il defunto stesso, dopo che sarà spogliato nuovamente e coperto da un telo che cambierà di colore in base al sesso, allo stato civile e all'età. I pollici e gli alluci saranno legati insieme.

La cremazione, possibilmente, deve essere effettuata nello stesso giorno.
Il feretro viene trasportato sulle spalle dai parenti maschi fino al luogo della cremazione, passando, se possibile, per i luoghi che furono importanti nella sua vita. La cremazione avviene solitamente sulle rive di un fiume o del mare, dopo aver scattato un’ultima foto al caro scomparso.
Il corpo viene rivolto verso Sud e sul suo petto viene posto sterco di vacca, e tutti i gioielli vengono tolti dal corpo.
Il rito è presieduto solitamente dal figlio maschio primogenito, se il defunto è il padre, o il figlio maschio ultimogenito se la defunta è la madre. Questi, in segno di lutto, devono essere rigorosamente rasati e vestiti di bianco. Le donne solitamente non posso partecipare; una serie di preghiere aiutano le parti del corpo a riunirsi con gli elementi della Natura.

Conclusa la cremazione, amici e parenti si lavano e tornano a casa. Dopo un paio di giorni, il figlio che ha svolto la cerimonia torna sul luogo a recuperare le ceneri del defunto (quelle scure del legno verranno separate da quelle chiare del corpo) e i frammenti delle ossa ancora interi. Questi resti vengono poi dispersi in fiumi o in altre acque, insieme a fiori e lampade votive.

Nei 10 giorni successivi vengono svolti riti per aiutare il passaggio dell’anima al regno degli Antenati. Se questa parte non viene fatta in maniera adeguata, l'anima diventerà uno spirito malvagio. Dopo un anno, un mese e una settimana dalla morte, i parenti celebrano cerimonie di omaggio e ringraziamento agli Antenati.

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